Attenti al cane! Non lo dice un cartello ma l’odontostomatologo animale

A Torino aperto il primo studio odontoiatrico specializzato sui problemi orali degli animali da compagnia.

 

Avviato dalla Dottoressa Dea Bonello, “odontostomatologa animale”, veterinaria superspecialista in materia nonchè una dei tre professionisti italiani riconosciuti a livello europeo dall’autorevole European Board of Veterinary Specialists, avrà come obiettivo la cura del benessere della bocca dei nostri amici a quattro zampe.

 

Perfezionatasi in odontostomatologia degli animali da compagnia (in inglese “pet”) la Dottoressa Dea Bonello è una dei tre italiani a potersi fregiare di questo titolo, conquistato, dopo aver chiaramente dimostrato in tutti questi anni e sin dalla laurea, la sua decisa, incrollabile vocazione a dedicarsi esclusivamente alla bocca degli animali.

 

Cofondatrice e consulente di una importante clinica a Moncalieri e della Rivista veterinaria “Quaderni di Odontostomatologia”, la Bonello è stata anche tra i fondatori e presidente della Scivac, la Società italiana dei Veterinari di animali da compagnia, andati crescendo in numero con il modificarsi della società. Il notevole aumento dell’attività professionale oral/odontoiatrica della Bonello va di pari passo anche al dilagare delle “solitudini” per così dire.

 

In comune con gli umani, cani e gatti sono insidiati dal flagello della parodontontite, malattia prevedibilissima e curabilissima sottolinea l’“odontostomatologa animale” se solo la si affronta nel debito modo. «Se per sconfiggere un cancro si può con una diagnosi precoce ‒ sottolinea la Bonello ‒ per far fronte alla parodontite basta una attenta pulizia per impedire che la placca diventi una “piattaforma di lancio” batterica».

 

Vuol dire che bisogna spazzolare ogni giorno i denti del pet come consiglia di fare il dentista umano? «Si. Mi rendo conto dell’impegno ‒ dice la Bonello ‒ Ma lei si rende conto del dolore e dello choc che comporta talvolta la morte di un pet nella vita di un anziano o di una persona sola? Perché quindi non cercare di allungargli la vita?».

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