Le linee guida su prevenzione, diagnosi e cura nelle parodontiti

A Milano la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) ha presentato a novembre le prime linee guida per combattere la malattia parodontale.

 

Per disturbi parodontali si intendono infiammazioni più o meno gravi, causate da batteri, con effetti vari, dalla ipersensibilità a caldo e freddo al sanguinamento delle gengive fino alla vera e propria piorrea. Nel recente summit internazionale che si è svolto a Milano la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) insieme alla European Federation of Periodontology (EFP), l’American Academy of Periodontology (AAP) e l’Asian Pacific Society of Periodontology (APSP) hanno presentato le prime linee guida mondiali su prevenzione, diagnosi e cura nelle parodontiti. Chiare e semplici le regole: un semplice test annuale con una sonda graduata per verificare lo stato di gengive e tasche, meglio gli scovolini che il filo interdentale, promosso a pieni voti lo spazzolino elettrico rispetto al manuale (ma oltre i due minuti standard, servono 4 minuti di lavaggio), colluttorio antiplacca solo sotto prescrizione del dentista, pulizia dentale professionale a scadenze fisse (decide l’igienista).

 

Test con sonda. Fin dal 1978 l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva creato, dopo il lavoro di una commissione di esperti, una sorta di indice sui trattamenti necessari anti-parodontite (CPITN, Community Periodontal Index of Treatment Needs). Da allora fu introdotta una prima sonda sottile (Trinty-WHO 621) con una banda colorata per segnalare il livello di gravità e di avanzamento delle infiammazioni gengivali. Si cercava già allora di introdurre una sorta di approccio clinico standard, ma vennero adottati diversi strumenti per lo screening parodontale a seconda dei Paesi.

 

La parodontite. “La parodontite è un’infiammazione profonda delle gengive provocata dai batteri presenti nella placca dentale non adeguatamente rimossa con una corretta igiene orale. L’incidenza aumenta progressivamente dopo i 30 anni e purtroppo si tratta di un nemico sottovalutato dalla popolazione (colpisce circa 20 milioni di italiani over 35). – afferma Maurizio Tonetti, presidente SidP – .Purtroppo la maggioranza si allarma solo quando sente i denti muoversi e spostarsi, così la conseguenza, se la malattia non viene trattata adeguatamente e in tempo, è la perdita dei denti”.

 

Le raccomandazioni. Tonetti segnala alcuni principali atteggiamenti da adottare per prevenire o rallentare i processi infiammatori delle gengive: alimentazione e igiene. Vegetali ricchi di vitamina C servono per mantenere le gengive sane e devono perciò essere un caposaldo dell’alimentazione quotidiana. “Chi ha già le gengive infiammate dovrebbe poi lavarsi i denti 4 o 5 minuti perché i 2 minuti standard due volte al giorno non sono sufficienti: attenzione però, se il sanguinamento non scompare è necessario farsi vedere dal dentista”, si raccomanda lo specialista che continua: “Se un paziente è a rischio di parodontite, per pulire gli spazi fra un dente e l’altro non è indicato il filo interdentale ma sono molto meglio gli scovolini interdentali, più efficienti nel rimuovere la placca se gli spazi lo consentono. Da preferire anche lo spazzolino elettrico a quello manuale, perché più efficace nella rimozione del film batterico e anche i collutori antiplacca possono essere utili, ma da usare su indicazione del dentista”.

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